REVISIONI PREZZI: COSA CAMBIA?
Revisione Prezzi nei Contratti Pubblici: Nuove Regole dal 2025 –
Chiarimenti per i RUP
Un importante emendamento al Decreto Infrastrutture (DL n. 73/2025) è stato approvato dalle Commissioni riunite Ambiente e Trasporti alla Camera, portando significative novità in materia di revisione prezzi nei lavori pubblici. Queste modifiche, che entreranno in vigore a partire dal 2025, mirano a rendere più chiaro il meccanismo di compensazione e a evitare applicazioni retroattive che avrebbero potuto impattare su importi già liquidati.
1. Nuovi Criteri di Calcolo dal 2025:
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) ha confermato che il calcolo delle variazioni di prezzo, sia in aumento che in diminuzione, tra i prezzi a base di gara (al netto dei ribassi) e i prezziari regionali, dovrà essere effettuato esclusivamente a partire dal 2025.
Questa precisazione ha due effetti immediati e fondamentali per le Stazioni Appaltanti e i RUP:
Nessuna retroattività: Vengono evitate applicazioni retroattive del sistema revisionale, il che significa che gli importi già certificati e liquidati non saranno più soggetti a ricalcolo.
Esclusione riliquidazione lavori pre-2025: Le lavorazioni eseguite fino al 31 dicembre 2024 non dovranno essere riliquidate secondo il nuovo meccanismo.
2. Contesto e Modifiche al Codice dei Contratti:
L’emendamento si inserisce nel più ampio quadro di interventi urgenti introdotti con il DL Infrastrutture, volti a risolvere alcune criticità emerse nel primo anno di vigenza del nuovo Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. n. 36/2023). In particolare, l’attenzione è rivolta alla decorrenza temporale del meccanismo revisionale e alla certezza applicativa delle disposizioni, specialmente per i contratti esclusi dai fondi compensativi dei precedenti decreti emergenziali (DL 4/2022 e DL 50/2022).
L’articolo 9 del Decreto Infrastrutture, in via eccezionale, permette l’applicazione retroattiva del nuovo articolo 60 del Codice a contratti che non avevano copertura finanziaria straordinaria. L’emendamento appena approvato interviene proprio per chiarire che, nonostante questa possibilità, il nuovo meccanismo revisionale non potrà essere utilizzato per modificare quanto già liquidato fino al 2024.
3. Implicazioni per il RUP:
Per il RUP, queste nuove regole rappresentano un elemento di certezza e semplificazione nella gestione dei contratti pubblici:
Chiarezza sulla decorrenza: Viene stabilito un chiaro spartiacque temporale. La revisione prezzi con il nuovo criterio di calcolo sarà applicabile solo ai periodi di esecuzione a partire dal 2025.
Stabilità degli importi già liquidati: Non sarà più necessario preoccuparsi di riliquidare lavorazioni o importi già certificati e pagati prima del 1° gennaio 2025. Questo riduce notevolmente il rischio di contenziosi e oneri amministrativi derivanti da ricalcoli retroattivi.
Applicazione dell’art. 60 del Codice: L’emendamento chiarisce la modalità di applicazione del nuovo art. 60 del D.Lgs. n. 36/2023, fornendo una guida più precisa per la compensazione delle variazioni dei prezzi.
4. Considerazioni Critiche sulla Metodologia Normativa:
Nonostante l’intervento sia utile e necessario per la gestione dei contratti in corso, l’articolo evidenzia una criticità nella modalità di legiferazione, ancora una volta affidata a un decreto legge e a un emendamento parlamentare. Questa approccio frammentato, come già accaduto in passato, rischia di sommare correttivi parziali a una disciplina che richiederebbe invece una strategia sistemica e un confronto tecnico più approfondito con gli operatori e le stazioni appaltanti.
In conclusione, il RUP dovrà tenere conto di queste nuove disposizioni per garantire una corretta applicazione della revisione prezzi dal 2025, gestendo con maggiore certezza e senza effetti retroattivi gli importi dei contratti pubblici.









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