ADDIO PROGETTO ESECUTIVO
Novità RUP: Manutenzione Opere Pubbliche, Addio Progetto Esecutivo (Quasi!)
Ciao RUP,
grandi novità dal D.Lgs. 209/2024, il cosiddetto Correttivo Appalti! Questo decreto introduce una semplificazione che ci rende la vita un po’ più facile, specialmente quando si tratta di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.
Fino a ieri, anche per una manutenzione, dovevamo avere un progetto esecutivo. Ora, per molti lavori, basterà il Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica (PFTE)!
Questo significa meno burocrazia, tempi più rapidi e meno oneri per tutti, sia per noi Stazioni Appaltanti che per gli operatori economici.
Cosa cambia in pratica?
L’articolo 41, comma 5-bis, del D.Lgs. 36/2023, è il nostro nuovo alleato. Potremo bandire una gara d’appalto per lavori di manutenzione senza dover predisporre il progetto esecutivo, a patto che il PFTE sia “ampliato” e contenga elementi ben precisi:
- Una Relazione generale che descriva l’intervento.
- Un Computo metrico estimativo con voci di costo dettagliate.
- L’Elenco prezzi unitari, conforme ai prezzari ufficiali.
- Il Piano di sicurezza, con l’individuazione delle misure di prevenzione e protezione.
Tutti questi elementi dovranno essere sufficientemente dettagliati per garantire che l’opera sia eseguita correttamente, senza intoppi o contestazioni.
Attenzione: non è un “liberi tutti”!
Questa semplificazione non è assoluta. Il progetto di fattibilità ampliato è valido solo per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.
Non possiamo usarlo per:
- Lavori che comportano modifiche strutturali (es. rifacimento di muri portanti).
- Sostituzione radicale di impianti tecnologici che richiedono progettazione specialistica.
- Nuove costruzioni o ampliamenti, per i quali il progetto esecutivo resta obbligatorio.
Il legislatore ha voluto semplificare per i lavori di minore impatto, senza compromettere la sicurezza e la qualità.
BIM: un alleato sempre più forte
Per ridurre i rischi di errori e migliorare il controllo, il Codice incentiva (e a volte rende obbligatorio) l’uso del BIM (Building Information Modeling). Con il BIM possiamo:
- Individuare criticità progettuali prima che i lavori inizino.
- Pianificare meglio le attività di cantiere.
- Controllare meglio costi e tempi.
Per le nuove costruzioni e manutenzioni sopra i 2 milioni di euro, il BIM è obbligatorio, negli altri casi è caldamente consigliato.
Progettisti più responsabili
Un altro punto importante è la maggiore responsabilità per i progettisti. L’art. 41, comma 8-bis, introduce clausole di garanzia: se ci sono errori progettuali, il progettista dovrà rimediare. Questo dovrebbe portare a progetti ancora più accurati fin dall’inizio.
I vantaggi per noi RUP
Questa riforma ci porta diversi benefici:
- Tempi di affidamento più brevi, senza l’esecutivo per lavori meno complessi.
- Maggiore flessibilità nella gestione degli interventi.
- Un forte incentivo all’uso del BIM, con tutti i suoi vantaggi.
- Progettisti più responsabilizzati, a garanzia della qualità.
Le sfide da affrontare
Naturalmente, ci sono anche delle sfide:
- Dovremo essere bravi a individuare i casi corretti in cui usare il PFTE ampliato.
- Sarà fondamentale una formazione adeguata per noi RUP e per le Stazioni Appaltanti, per redigere PFTE completi e dettagliati.
- Dobbiamo mantenere l’equilibrio tra semplificazione e qualità dell’opera.
In definitiva, questa è una mossa importante verso la modernizzazione degli appalti pubblici , per snellire le procedure e rendere più efficiente la spesa pubblica, senza mai dimenticare sicurezza e qualità.
E tu, cosa ne pensi di questa novità? Lascia un commento qui sotto!







Lascia un Commento
Vuoi partecipare alla discussione?Sentitevi liberi di contribuire!