VERIFICA DELL’ANOMALIA
🟡 La verifica dell’anomalia: non è un check-list di numeri, ma una valutazione di affidabilità complessiva
La sentenza n. 5822/2025 del Consiglio di Stato ribadisce un principio fondamentale per i RUP e le Commissioni giudicatrici: la verifica di anomalia dell’offerta non è una “caccia all’errore”, ma una valutazione di affidabilità nel suo complesso.
💡 In sintesi:
🔹 L’Amministrazione non è obbligata a richiedere chiarimenti su ogni singolo costo o su ogni voce marginale.
🔹 Può (e deve) concentrarsi sugli elementi economicamente più significativi, quelli che incidono sulla redditività dell’offerta e sulla sua sostenibilità esecutiva.
🔍 Il cuore della valutazione: attendibilità, non aritmetica
Il Consiglio di Stato richiama un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato:
👉 l’offerta va considerata globalmente e non scomposta analiticamente come se ogni voce fosse autonoma.
👉 L’obiettivo non è la correzione di errori minori, ma verificare se l’operatore può realmente eseguire la prestazione proposta, a quelle condizioni economiche.
📌 La valutazione del RUP è dunque tecnico-discrezionale:
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non si tratta di applicare un automatismo,
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bensì di esercitare un potere ponderato, motivato e sindacabile solo se irragionevole o macroscopicamente erroneo.
🔁 Ammessa la rimodulazione interna dei costi
Un passaggio interessante riguarda la possibilità di “riperimetrazione interna” dei costi nella fase di giustificazione:
✅ è ammesso che l’operatore economico compensi sovrastime e sottostime, a condizione che l’importo totale dell’offerta non cambi.
📚 È una conferma dell’approccio sostanziale e flessibile al procedimento, che premia la coerenza complessiva e non la rigidità formale.
📌 Cosa deve sapere (e fare) un RUP
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Non è necessario chiedere chiarimenti su tutto: focalizzarsi su voci significative.
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Valutare l’offerta nel suo insieme, anche se alcune voci sono discutibili.
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Motivare bene la conclusione sull’attendibilità: se congrua, ammetterla; se inattendibile, escluderla.
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Evitare automatismi: ogni valutazione deve essere calibrata sul caso concreto.
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Ammettere giustificazioni “correttive”, se l’equilibrio complessivo dell’offerta resta invariato.



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