INCENTIVI NEI CONTRATTI PUBBLICI: UNA SVOLTA EPOCALE
Incentivi nei contratti pubblici: la svolta del DL Infrastrutture 2025
Il Decreto Infrastrutture (D.L. 73/2025) ha introdotto una novità destinata a incidere profondamente sulla gestione degli appalti pubblici: da oggi anche i dirigenti possono percepire incentivi per le funzioni tecniche ex art. 45 del Codice dei contratti pubblici.
Dal divieto all’apertura
Per oltre vent’anni, l’art. 24 del d.lgs. 165/2001 – principio di onnicomprensività – ha impedito ai dirigenti di ricevere compensi aggiuntivi oltre la retribuzione ordinaria. Ne derivava un paradosso: i funzionari tecnici beneficiavano di incentivi, mentre i dirigenti, spesso titolari della responsabilità più elevata nelle procedure, ne erano esclusi.
Il correttivo 2024 (d.lgs. 209/2024) aveva aperto uno spiraglio eliminando l’esclusione esplicita, ma i dubbi interpretativi rimanevano, come segnalato da ANAC (parere n. 14/2025).
La deroga espressa
Con l’art. 2 del D.L. 73/2025, il legislatore ha scelto la via più chiara: gli incentivi spettano anche ai dirigenti in deroga al regime di onnicomprensività.
Una disposizione netta, che elimina incertezze e sancisce un principio nuovo: la premialità economica non si ferma più alle soglie della dirigenza.
Retroattività e copertura
La norma ha anche portata retroattiva: gli incentivi si applicano alle funzioni tecniche svolte dal 31 dicembre 2024, anche per procedimenti in corso. La copertura economica è garantita dalle somme già previste nei quadri economici delle singole opere, senza nuovi oneri per le casse pubbliche.
Controlli e trasparenza
Per prevenire rischi di spesa incontrollata, il decreto introduce obblighi di rendicontazione: le amministrazioni devono comunicare agli organi di vigilanza importi corrisposti e numero di beneficiari. Un sistema di checks and balances che lega premialità e responsabilità amministrativa.
Perché è importante per RUP e stazioni appaltanti
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Chiarezza normativa: stop ai vuoti interpretativi.
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Maggiore equità: la responsabilità dirigenziale trova un riconoscimento anche economico.
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Cultura del merito: si apre un nuovo modello di attrattività e motivazione per la dirigenza pubblica, con possibili ricadute positive sulla qualità e tempestività degli appalti.
Una svolta silenziosa ma epocale
Quella introdotta dal D.L. 73/2025 è più di una modifica tecnica: è un cambio di paradigma. La logica meritocratica entra anche nella sfera dirigenziale, in un momento cruciale per l’attuazione del PNRR e la gestione delle grandi opere.
Un passo avanti che potrebbe segnare l’inizio di un sistema incentivante più moderno, capace di premiare davvero la responsabilità e la qualità nella pubblica amministrazione


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