CLAUSOLE OCCUPAZIONALI E CAUSE DI ESCLUSIONE
📌 Clausole occupazionali e cause di esclusione: attenzione a non forzare la mano!
🔎 Con la sentenza n. 4783/2025, il TAR Campania ha offerto un importante chiarimento su un tema ricorrente nelle gare pubbliche: quando è legittimo imporre – a pena di esclusione – l’impegno all’assunzione di giovani e donne?
👉 Il caso riguarda una gara del Comune di San Cipriano d’Aversa per servizi di ingegneria e architettura. Il disciplinare prevedeva, tra le condizioni vincolanti, l’obbligo per gli operatori economici di garantire almeno il 30% di occupazione giovanile e il 30% femminile. Pena l’esclusione.
❌ La società seconda classificata ha impugnato l’aggiudicazione, sostenendo che il raggruppamento vincitore non aveva assunto formalmente questo impegno.
⚖️ Il TAR ha respinto il ricorso, ritenendo illegittima la clausola del disciplinare che imponeva tale obbligo a pena di esclusione. Perché? Per un motivo molto semplice ma cruciale: la gara non era finanziata con fondi PNRR, ma con risorse del PR Campania FESR 2021–2027.
📚 Il Codice dei Contratti Pubblici (art. 10 e art. 61 del D.Lgs. 36/2023) prevede infatti che:
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Le cause di esclusione devono essere tassative (non si possono inventare).
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L’obbligo di clausole occupazionali vale solo per i contratti PNRR o “riservati” (cioè rivolti a soggetti svantaggiati).
✒️ Con un principio chiarissimo, il TAR afferma che una clausola di esclusione non prevista dal Codice è da considerarsi “tamquam non esset”, ovvero come se non esistesse.
🔧 E non solo: se anche si fosse ritenuto applicabile l’obbligo occupazionale, sarebbe comunque stato illegittimo vietare il soccorso istruttorio per rimediare all’omissione della dichiarazione. In questo tipo di gare, il soccorso è un diritto e un dovere, espressione del principio di fiducia tra Amministrazione e operatori.
📌 Morale per i RUP? Serve attenzione:
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âť— Non si possono inserire cause di esclusione non previste dalla legge.
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🛠️ Le clausole sociali devono rispettare i contesti normativi e i fondi utilizzati.
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🕊️ Il principio dell’affidamento e il favor partecipationis devono sempre orientare l’azione della PA.
💡 Una sentenza da tenere a mente, soprattutto quando si redigono bandi e disciplinari. Perché la buona volontà non basta: serve rispetto delle regole.


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