Avvalimento della certificazione di parità di genere
Avvalimento della certificazione di parità di genere: cosa cambia per i RUP
Con la sentenza n. 7105/2025, il Consiglio di Stato (Sez. V) ha affrontato un tema cruciale e ancora dibattuto: l’avvalimento premiale della certificazione di parità di genere nelle gare pubbliche.
Il caso
Un Comune aveva bandito una gara per servizi socio-assistenziali.
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Una cooperativa concorrente aveva chiesto chiarimenti al RUP circa la possibilità di avvalersi della certificazione di parità di genere.
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Il RUP aveva risposto negativamente, sostenendo che la certificazione non fosse “prestabile”.
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Un altro concorrente, invece, aveva presentato un contratto di avvalimento proprio sulla certificazione di genere, ottenendo così il punteggio premiale decisivo per l’aggiudicazione.
Ne è nato un contenzioso complesso, che ha coinvolto anche il profilo della responsabilità precontrattuale per chiarimenti fuorvianti resi dalla stazione appaltante.
La decisione del Consiglio di Stato
Il Collegio ha affermato alcuni principi importanti:
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Ammissibilità dell’avvalimento premiale
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L’art. 104 del d.lgs. 36/2023 ammette l’avvalimento anche per requisiti premiali.
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La certificazione di parità di genere (art. 46-bis d.lgs. 198/2006) è assimilabile a una certificazione di qualità, e quindi può essere oggetto di avvalimento, purché accompagnata da un prestito effettivo di risorse organizzative (non un mero “titolo” astratto).
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Chiarimenti e responsabilità della P.A.
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Le risposte fornite dal RUP tramite FAQ o chiarimenti sono vincolanti sul piano interpretativo e non possono modificare la lex specialis, ma se fuorvianti possono fondare una responsabilità precontrattuale della P.A..
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Nel caso di specie, il chiarimento errato ha ingenerato affidamento, pur con un concorso di colpa dell’operatore economico (decurtazione del risarcimento).
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Limiti al soccorso istruttorio
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Non è possibile attivare il soccorso istruttorio per integrare un’offerta sulla base di un successivo mutamento interpretativo della stazione appaltante.
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Cosa significa per i RUP
Questa decisione fornisce indicazioni operative di rilievo:
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Attenzione massima ai chiarimenti di gara: un errore del RUP può comportare responsabilità e danni risarcitori, anche se ridotti per concorso di colpa del concorrente.
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Avvalimento della parità di genere: la certificazione può essere oggetto di avvalimento, ma occorre verificare che il contratto preveda un trasferimento concreto di risorse organizzative (processi HR, audit, personale qualificato, comitati interni, ecc.).
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Redazione della lex specialis: è opportuno specificare chiaramente le modalità di utilizzo dei requisiti premiali, per evitare contenziosi.
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Soccorso istruttorio: non può servire a correggere scelte sostanziali dell’offerta, ma solo a chiarire o integrare formalità documentali.
Conclusioni
Per i RUP, la sentenza conferma due messaggi forti:
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La parità di genere è ormai un requisito premiale centrale nelle gare pubbliche e può essere valorizzata anche tramite avvalimento.
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I chiarimenti di gara non sono meri atti amministrativi neutri: hanno un peso determinante e possono diventare fonte di responsabilità.
In sintesi: serve grande precisione nella redazione dei chiarimenti e attenzione a valutare i contratti di avvalimento, affinché vi sia un reale trasferimento di risorse e non un mero prestito di etichette.


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