PPP: LEVA PER LA RIGENERAZIONE URBANA?
Il PPP come leva per la rigenerazione urbana o alibi per l’elusione della gara?
Riflessioni operative per RUP e Operatori Economici alla luce del D.Lgs. 36/2023 e della giurisprudenza più recente
In un momento in cui le risorse pubbliche sono limitate e il patrimonio immobiliare inutilizzato è vasto, il partenariato pubblico-privato (PPP) si propone come lo strumento ideale per valorizzare gli immobili pubblici e rigenerare i territori. Ma è sempre così? O il PPP rischia di trasformarsi in un alibi per evitare procedure di gara trasparenti?
Il quadro normativo
Con il nuovo Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023), il legislatore ha confermato l’ampio spettro di strumenti del PPP, tra cui:
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Concessione di lavori o servizi (art. 174 ss.),
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Contratto di disponibilità,
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Finanza di progetto,
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e forme atipiche di partenariato, modellate in base alle esigenze del progetto.
Ma l’apertura all’autonomia negoziale richiede prudenza. La giurisprudenza non è unanime nel qualificare ogni operazione di valorizzazione come vera concessione o legittimo PPP.
Le incertezze interpretative
Due orientamenti emergono:
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Restrittivo: anche le concessioni di valorizzazione gratuite devono seguire procedure selettive, perché il privato può comunque trarne vantaggi economici indiretti (es. TAR Lazio, Roma, n. 5424/2022).
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Estensivo: il PPP può anche derogare a gare competitive quando c’è assenza di corrispettivo pubblico e l’oggetto è la valorizzazione patrimoniale, non l’esecuzione di lavori pubblici stricto sensu (cfr. orientamenti ANAC e Cons. Stato n. 1833/2019).
Rischi per RUP e Operatori Economici
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Per il RUP: rischio di responsabilità contabile o amministrativa in caso di errata qualificazione del contratto e affidamento senza gara.
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Per gli OE: rischio di esclusione da opportunità di mercato, incertezza contrattuale e possibile contenzioso.
Cosa valutare prima di scegliere il PPP
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L’interesse pubblico è concreto e motivabile?
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Sono previsti lavori o solo uso e gestione dell’immobile?
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Il progetto è “bancabile”? Coinvolge investimenti strutturali?
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La valorizzazione è conservativa o rigenerativa?
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Esistono criteri ESG o SROI a supporto della convenienza?
Conclusione operativa
Il PPP non è una scorciatoia, ma un percorso di rigenerazione complesso.
Richiede motivazioni solide, condivisione con il territorio, e competenza amministrativa e giuridica.
Il RUP non deve chiedersi solo se è lecito, ma anche se è opportuno.
Consiglio per i RUP: accompagna sempre il tuo provvedimento con una relazione motivata sulla scelta dello strumento contrattuale, valutando anche le alternative e documentando il confronto.
Suggerimento per gli OE: se hai un progetto di valorizzazione da proporre, esplora lo strumento del PPP su iniziativa privata, ben delineato nel nuovo Codice.


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